La Paura come amica

Nessuno la ama, ma come la maggior parte delle cose scomode e antipatiche ha un compito, il suo è : allenare il CORAGGIO e la FIDUCIA

La PAURA originaria era legata alla sopravvivenza, al bisogno di difendersi dagli animali carnivori, attivava il sistema di risposta alle circostanze in cui si fuggiva o si lottava.

Oggi non abbiamo più bisogno di difenderci dal pericolo di morte di quel tempo antico, ma manteniamo vivo il timore di non sopravvivere.

Ma cosa ha bisogno di sopravvivere oggi rispetto agli antenati delle caverne? Il nostro EGO, o piccolo “io”

L’ego teme di non farcela o di essere giudicato, emarginato o deriso e così mette i bastoni tra le ruote all’Anima che invece vuole far tesoro di esperienze in questa vita.

La Paura ci mostra i limiti della personalità. L’ego come uno struzzo, evita di guardare e crea alibi e scusanti per mantenere lo status quo e lotta, eccome se lotta, pur di non cambiare e spostare di un millimetro i confini della gabbia

Esattamente come un uccellino cresciuto in gabbia, evita di uscire nonostante sia aperta, perché conosce il suo habitat, ma non sa, oltre, cosa lo aspetta. Non sa che oltre, c’è la LIBERTA’

La Libertà di creare e di realizzare quei desideri che sottilmente sono spinti dall’Anima

Ecco la paura ci pone di fronte al compito di diventare coscienti della paura stessa perché nel guardarla, già qualcosa si ridimensiona e, se ancora sento di non poter fare quel passo, so che devo rafforzare quelle parti eroiche che sostengono il cambiamento.

La Fiducia e il Coraggio sono i cavalli in grado di espandere i limiti oltre i quali temo di andare.

La Fiducia è dar credito a quella spinta interiore che pulsa ad andare e si nutre di AUTOSTIMA, la capacità di fare i conti con quel che sono, posso e non posso oggi, aprendo la possibilità di trasformare i “non posso” riconoscendo i traguardi raggiunti nella vita, le difficoltà passate e superate.

A poco a poco, con questo sguardo interiore, attivo il cambiamento da cui percepisco crescere la FORZA che rende la visione del Desiderio sempre più REALE, fino al momento in cui la paura lascia terreno al Coraggio e posso andare oltre.

Ogni volta che provo Paura posso ingigantirla, lasciandola divorare ogni speranza o accoglierla come una vera Amica, che mi dice ciò che pensa senza peli sulla lingua, ma a fin di bene, il MIO BENE

Dora S Cazzadore

Conoscersi, la via della guarigione


Conoscersi presuppone la capacità di ascoltarsi. Ascoltare le sensazioni soprattutto quando sono fastidiose. Ad esempio il battito del cuore che accellera, lo stomaco che si stringe, la percezione di essere annientati, la difficoltà di sentirsi a proprio agio in un ambiente.

E’ vero, il fuori è una proiezione di ciò che è dentro, ma, talvolta, ciò che è fuori ci sta mettendo alla prova, sollecita una parte debole di noi a rispondere nel modo consono alla nostra evoluzione, è un invito alla “guarigione” che ha solo una direzione : amarci e rispettarci.

Quando non ascoltiamo i segnali sgradevoli che percepiamo, stiamo seguendo la via contorta che porterà difficoltà e sofferenza, ci stiamo allontanando dal nostro Centro e l’unico modo che la vita usa per comunicare questo è portarci il disagio affinchè, stanchi di star male, lo guardiamo e ritroviamo il modo di rimetterci sulla nostra strada.

La “guarigione” avviene in termini di umiltà nel riconoscere cosa ci ha deviato dal nostro percorso, accettando e accogliendo la lezione.

Occorre la forza dell’EROE nell’affrontare il proprio ego che con orgoglio e ostinazione vorrà avere ragione, giustificandoci o incolpandoci. Tenterà di sedurci convincendoci del giusto nostro vittimismo e di come fuori ci sia la causa a tutti i nostri mali o di come siamo incapaci, immeritevoli, per cui ogni tentativo sarà vano e un fallimento. Così facendo ci impoveriamo, perdiamo il nostro POTERE

L’Eroe si misura prima con le proprie debolezze, riconoscendole nella propria ombra e lotta per distanziarsi dalle emozioni che le governano, per avvicinarsi poi al punto neutrale del Centro in cui a poco a poco ritrova la FORZA di prendere le redini, vedendo con CHIAREZZA la direzione da intraprendere

La consapevolezza è un viaggio infinito. Verrebbe da chiedersi “che senso ha scegliere di conoscersi se non si arriva ad una fine” …perchè è il viaggio che dà senso alla vita, la colora di nuove prospettive che permettono la nostra fioritura e l’evoluzione dell’eroe/eroina interiori pronti sempre più a misurarsi con obiettivi più audaci, i DESIDERI dell’ANIMA

Dora S Cazzadore



La difficoltà di chiedere…

Non sempre è facile, anzi il più delle volte le proviamo tutte pur di evitare di chiedere AIUTO. Un pò perchè siamo cresciuti convinti di dovercela fare sempre da soli, o ci sembra di mostrare una debolezza, o per evitare di sentirci in dovere di ricambiare, o per altre ragioni che possono essere tutte racchiuse in una parola, orgoglio.

Questo è un aspetto della facciata e regge bene fino a quando le nostre risorse energetiche, fisiche e creative riescono ad esaudire tutte le nostre necessità, ma….arriva un momento in cui anche il LIMITE ci porta a fare i conti con la realtà, semplicemente siamo umani

Nella nostra umanità vorremmo che gli altri si accorgessero del nostro bisogno, si facessero avanti spontaneamente ma non sempre sanno leggerci nel pensiero e soprattutto sono stati abituati a vederci sempre in grado di affrontare tutto per cui sottovalutano la REALTA’ che è in noi.

Molto spesso chi non chiede, nasconde un grande bisogno che non ammette neanche a sè, una sete profonda di AMORE. Ed è probabilmente quell’amore che non è bastato nell’infanzia, per cui nascosto, fino a dimenticarsene, con l’orgoglio, “io non ho bisogno di nessuno”

L’atto eroico è l’UMILTA‘, per cui scegliere di CHIEDERE, invece di aspettare di essere visti

Chiedere ciò di cui abbiamo bisogno non è inferiorità o debolezza, ma FIDUCIA di ricevere il sostegno e, in questo gesto, offrire a qualcuno la possibilità di sentirsi utile e importante.

Ricevo AMORE e nel riceverlo, DO AMORE

Scegliere

La scelta è sentita, arriva dall’Essenza che segue il fiume dell’evoluzione personale e contribuisce al movimento più ampio in cui tutto cambia. Nell’Essenza c’è la saggezza che conosce ciò che serve alla nostra realizzazione in qualsiasi campo, non solo nelle relazioni e negli affetti.

L’ostacolo sono le paure, i dubbi, i condizionamenti che spostano la scelta dalla sua origine alla personalità, gestita dalla mente.

Entra in gioco il ragionamento, la ponderazione, la valutazione e a poco a poco, perdiamo l’energia in calcoli.

Ormai si è persa la spinta a seguire l’impulso.

Più si tergiversa e più difficile è sentire chiaramente la scelta giusta. Subentra il timore di sbagliare, di rimpiangere, di sentirsi in colpa.

Ci si congela nella speranza che qualcosa mostri la via ma, ormai la mente predomina con il suo loop e poco spazio lascia all’ascolto.

Riprendere il filo è possibile. Serve rallentare i pensieri. Una buona pratica da utilizzare a questo scopo è la meditazione.

Le scelte talvolta sono ardue perchè chiedono cambiamenti importanti che impattano sulle abitudini, l’immagine che diamo agli altri di noi, l’incertezza del futuro.

Comportano la “responsabilità” del prezzo in termini di energia da investire, in rinuncia a qualcosa/qualcuno e il rischio dell’insuccesso.

Chiedono il “coraggio” di fare un passo nel buio, per questo è importante essere ancorati al “sentire”. E’ la fune che ci conduce alla luce nell’incognita di dove stiamo andando.

Più che scegliere giusto o no, la vita ci chiede di muoverci, procedere, non stagnare, ci sostiene se abbiamo “fiducia”. Se la scelta è opposta al nostro percorso, ci insegna permettendo di ritrovarlo e avanzare con un bonus, se apprendiamo la lezione.

Nulla è perso per l’Essenza, mai

L’Attenzione dirige l’Energia

Energia del Cuore

L’Attenzione è l’intenzione di dirigere la nostra energia verso qualcosa, qualcuno…noi

Non sempre siamo consapevoli del suo potere e, spesso, cadiamo nella trappola di lasciarci trascinare dalle emozioni negative, a volgerci verso l’oggetto, la situazione che reputiamo l’origine del nostro stare male. La trappola è che così facendo, puntando all’esterno, buttiamo via la nostra energia.

Energia che sarebbe meglio convogliare all’interno di noi, utile a farci comprendere il nostro ruolo nella circostanza e non solo! Tutte le volte che spostiamo l’attenzione verso di noi, diamo a noi quell’energia che gradualmente trasforma quell’emozione sgradita in un apertura del Cuore verso di Noi e ci permette di AMARCI

Quello che proviamo è la sensazione di riempirci, di calmarci, di riprendere in mano il nostro CENTRO, staccandoci dal coinvolgimento e guardando la situazione con chiarezza e fermezza.

E’ un atteggiamento che va allenato, siamo stati educati e abituati a sentirci responsabili per gli altri e in dovere di farli felici, sereni; allo stesso modo ci aspettiamo la stessa premura nei nostri confronti e questo crea disarmonia per le aspettative insoddisfatte. In qualche modo abbiamo ceduto tutti il nostro potere, la nostra energia a controllare i nostri rapporti, sprecando vitalità e illudendoci che questa è la dinamica dell’Amore.

L’Amore segue l’Attenzione, per questo, quando stiamo male o siamo insoddisfatti è meglio nutrire noi stessi, per poi ripartire ricaricati, fare le scelte che sentiamo in sintonia e dare agli altri nella giusta misura, rispettando l’EQUILIBRIO, raggiunto con perseveranza e pazienza

L’Aiuto

L’Aiuto è nobile, senza dubbio, a condizione che arrivi dal Cuore.

Essenziale è che il Cuore sia colmo di Amore per Sè, perchè attraverso l’aiuto, riceve nutrimento per l’Anima, provando un senso di appagamento per aver seguito ciò che sentiva. Leggero e ricco, si sente più vivo.

Diverso è quando il cuore è carente di amore per sè.

Allora l’aiuto può arrivare da un senso del dovere, spinto dal timore del giudizio sociale che porta con sè il peso del tempo e dell’energia spesi.

Oppure è una modo per controllare l’altro facendo sentire la nostra presenza indispensabile, perchè diversamente non potrebbe farcela, e caricando il gesto di aspettativa sul ritorno di quanto fatto.

Talvolta si aiuta, anche se non richiesto, per richiamare attenzione e far pesare all’altro l’ingratitudine, manipolandolo con il senso di colpa.

Poi ci sono le volte che l’aiuto è referenziale a ciò che gli altri vogliamo vedano di noi.

E’ importante chiedersi con onestà cosa ci spinge ad aiutare qualcuno, testa o cuore? La testa ha mille pretesti per farlo, il cuore solo uno, che sia pronto a dare per nulla in cambio.

Dora S Cazzadore

Tradimento

Il tradimento di qualcuno ti mostra il tradimento che hai fatto a te, a quel momento in cui non hai ascoltato la parte saggia “che sa”
Spesso si abbandona quella parte, seguendo ragionamenti che sostengono inconsapevolmente le ferite irrisolte del passato. Per cui non ci sembra giusto dire di no, perchè mai dovremmo lasciar perdere, in fondo non conosciamo per giudicare che è meglio allontanarsi da persone o situazioni; la parte “che sa” ci avvisa con segnali di disagio, fisici o emozionali, sentiamo che qualcosa stride ma, nonostante ciò, raramente la ascoltiamo. Dentro di noi c’è la speranza di non esserci sbagliati, fino a quando non restiamo delusi da …un tradimento. Ci arrabbiamo, viviamo il dolore come ingiusto e fa molto male….occorre sbollire le emozioni e cercare con onestà dentro di sè la verità che quel tradimento annunciato, è lo specchio di quanto per primi abbiamo fatto a noi nel non dar credito alla nostra saggezza.
Impara dagli errori, accusare la sfortuna non serve se non a giustificare la pigrizia di crescere.