LA PIGRIZIA, SIRENA INCANTATRICE

La pigrizia, non è esattamente una caratteristica che piace riconoscersi.

Talvolta, ha la capacità di mimetizzarsi in qualcos’altro…. apparentemente più tollerato e accettato

Quelle volte che, per stanchezza mentale o fisica, si rimanda, si delega, si evita di fare o pensare, sono momenti di sana pigrizia. Serve di tanto in tanto uno stop, lo richiede il nostro corpo.

Tant’è che occorre un buon riposo notturno per affrontare la giornata ed i suoi impegni.

Per cui, quando gli impegni cominciano ad essere realmente troppi, richiedono più energia di quella che abbiamo, il bisogno di fermarsi è salutare

Possiamo definire come “recupero” il tempo in cui si rallenta o ci si ferma

Di solito, chi tende all’iperattività, vive anche male l’esigenza fisiologica di mollare la presa e può sentirsi in colpa a “perdere tempo” nel recupero. Ma questo non vuol dire che non viva la pigrizia, in altro modo

ALLORA Cos’è la pigrizia?

Possiamo parlare di pigrizia quando evitiamo di occuparci di qualcosa

Percepiamo mancanza di energia, volontà, decisione. Procrastiniamo con la sensazione di dover impiegare troppo sforzo e lavoro, fisico o mentale.

Alla base non c’è l’incapacità di saper come fare, o avere le conoscenze necessarie.

La pigrizia non è conseguenza di una bassa autostima, ma, al contrario, la alimenta.

Profondamente si vive un senso di fallimento che aumenta con il passare del tempo a non far nulla

La sua trappola sono comode sabbie mobili da cui si fa fatica ad uscire, ci si abitua perdendo gradualmente risorse vitali e quel poco di motivazione a fare il primo passo

VOLTI della pigrizia

Non sempre la pigrizia è associata a qualcuno di inattivo. Trova largo campo anche nella persona impegnata su più fronti, che invece può vivere una pigrizia diversa, più nell’area mentale.

Corrisponde alla difficoltà ad aprirsi a nuove conoscenze, a mettere in discussione le proprie idee, soprattutto le sue convinzioni riguardo ad un possibile cambiamento o al profondo desiderio che si vorrebbe realizzare.

Allora la pigrizia, viene nascosta da “rimandite” e “scusite” acute. Sintomi che si manifestano trovando pretesti per posticipare la decisione a fare qualcosa di concreto o ad arrendersi, raccontandosela

Alcuni esempi: è troppo difficile, tutti hanno fatto sempre così, non è facile perché gli altri non capirebbero, …e se poi andasse male?, ….e se mi ritrovassi da solo/a? …e se finissero i soldi?

Ci sono situazioni contingenti, relazioni famigliari, abitudini che si teme di mettere in difficoltà o, meglio…. si teme di perdere la sicurezza, la considerazione, l’attenzione, il riconoscimento, l’affetto e l’importanza che il ruolo vissuto fino ad oggi ha permesso di ricevere. 

Quando il cambiamento bussa

Un conto è quando rimandiamo o troviamo scuse per non fare qualcosa che ci viene chiesto, per cui possiamo avere motivi o impegni personali che non conciliano con la necessità degli altri.

Un altro conto è quando, invece, la richiesta arriva da dentro di noi. Allora è tutta un’altra faccenda, molto più seria…e importante

RIGUARDA LA TUA VITA!

Qualcosa che non è più in linea con una situazione che stiamo vivendo e ci rendiamo conto delle difficoltà, della sofferenza o del malessere che ci procura.

Quando arrivano dei segnali chiari, ma evitiamo di ascoltarli, attuiamo un tradimento verso di noi.

Oppure rifiutiamo di ascoltare una parte che giudichiamo scomoda.

O preferiamo abbandonarci, continuando a delegare all’esterno la responsabilità della nostra vita.

In ogni caso, diamo spazio alla paura di muovere le acque, ormai stagnanti, e permettiamo alla pigrizia di fare il resto del lavoro:

Rinunciando ad affrontare ciò che frena dal fare i passi per migliorare la propria condizione

Quando la richiesta interiore ha la forma di un desiderio, che sentiamo importante, è la vita stessa che ci chiede di affrontare quanto è necessario per realizzare quel desiderio.

Ed è attraverso questa realizzazione, che si sviluppa anche la nostra evoluzione, nel conoscerci meglio e nell’esprimere la nostra natura.

Ma, la pigrizia ha un canto forte, come le sirene. Se non tappiamo le orecchie, rischiamo di affondare nel mare dell’apatia, dello scoraggiamento e della depressione, per rimpiangere un giorno, quella scelta o quella decisione mai presa

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Dora Simonetta

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