La “buona educazione”

La “buona” educazione, quanto è buona? Poco se reprime la vitalità del bambino, la sua curiosità, la spinta a scoprire.

Spesso in nome di “norme e regole del buon vivere in società” non ci si accorge di smorzare il suo entusiasmo, facendolo sentire sbagliato e/o cattivo. Talvolta dietro all’educazione si nasconde l’aspettativa che il figlio realizzi ciò che il genitore ha mancato, per cui lo si spinge in tale direzione senza tener conto della sua natura e dei suoi reali talenti

Per “buona” educazione alcune emozioni non possono essere espresse perché dannose all’immagine e così vengono trattenute, creando un muro che nel tempo non permetterà nemmeno alle “belle” di essere percepite

Non è utile tutte le volte che alimenta la distanza tra ciò che si è e ciò che deve apparire perché più conveniente e accettato

Soffocare e reprimere illudono di eliminare le parti scomode, che restano invece solo nascoste, a danno della sicurezza, la serenità, la stima di sè

Viviamo in relazione con gli altri e l’ambiente….

Il presupposto principale della “buona” educazione è
riconoscere il proprio confine e rispettare il confine altrui.

Riconoscere il proprio confine necessita accettazione dei propri limiti e riconoscimento delle potenzialità per esternare liberamente il proprio Essere ed incontrare, accettandolo, il confine dell’altro nella sua libera espressione

Allora la “buona” educazione accompagna ad un’armoniosa convivenza con se stessi, includendo queste parti, e ritrovando nella loro voce una richiesta d’amore e comprensione, piuttosto che il giudizio e l’accusa

La “buona convivenza” nella società è una naturale estensione dello star bene con se stessi.

Siamo tutti in cammino, oggi abbiamo più chance di comprendere, sanare e guarire le nostre ferite rispetto alle generazioni precedenti che, a loro volta, hanno vissuto con le loro sofferenze, tutta una vita, inconsapevoli ma intenzionati a fare il bene, il meglio per i figli; sulla base di quello che avevano e conoscevano, senza dubitare sull’efficacia di regole, a loro volta ricevute.

Tocca agli adulti di oggi guardarsi dentro, ritrovare il proprio bambino ferito, proteggerlo e amarlo. Questo è un passo fondamentale per maturare l’adultità, ossia la capacità di essere genitori di se stessi per essere un valido esempio per i giovani e le generazioni future

Non è più una questione di responsabilità che riguarda solo chi ha figli, a ognuno il compito di portare nel mondo i propri doni e contribuire a lasciare un’impronta migliore

Dora S Cazzadore

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